34° Premio Masi, il Grosso d'Oro alla Marina Militare

di Roger Sesto, giornalista enogastronomico

crediti immagine: Capo di Stato Maggiore, Ammiraglio Giuseppe De Giorgi

 

Gargagnago di Valpolicella (Verona), 3 ottobre 2015

“Questo 34° Premio Masi è espressione di una cultura anti convenzionale, capace di esportare i valori di un territorio in tutto il mondo con quella familiarità tipica del vino che ha saputo farsi glocal”. Così Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola e vice presidente della Fondazione Masi, alla cerimonia di firma della Botte di Amarone – simbolo del riconoscimento - da parte dei premiati 2015.

“La firma della botte riporta a un rito antico – ha proseguito Boscaini, co-ideatore del Premio – quando era usanza che i nobili siglassero i tini di vino prescelto. Oggi come allora il vino suggella l’autenticità di quei valori universali che identificano la nostra civiltà”. “Il 34° Premio Masi – ha aggiunto Isabella Bossi Fedrigotti, presidente della Fondazione Masi - ben sintetizza lo spirito di questo tempo: la Fondazione ha il compito di evidenziare quegli interpreti che, nelle varie discipline, concretizzano il 'fare cultura'”.

 

A Elisa, Alajmo, Rovelli il Civiltà Veneta.

A Martelli il Civiltà del Vino.

 

Il Premio Civiltà Veneta va quest’anno a Elisa, artista di Monfalcone che affascina per l’universo emotivo evocato dalla sua musica: un viaggio alla ricerca della propria libertà; al veronese Carlo Rovelli, fisico di fama mondiale, capace di coniugare il rigore scientifico alla difficile “arte” della divulgazione; al padovano Massimiliano Alajmo, celebrato chef che basa la sua ricerca gastronomica sui concetti di leggerezza, profondità di sapori e fluidità.

Il Grosso d’Oro Veneziano è conferito alla Marina Militare Italiana nella persona del suo Capo di Stato Maggiore, Ammiraglio Giuseppe De Giorgi, in riconoscimento della nobile opera umanitaria di soccorso in mare per migliaia di migranti che da anni rischiano la vita, spesso in condizioni disperate e di sfruttamento, attraversando il Mediterraneo in fuga da conflitti, dittature e condizioni inumane.

Il Premio Civiltà del Vino lo conquista Giuseppe Martelli, per il contributo che la cultura e il mondo del vino ricevono dal suo impegno associativo e istituzionale. Con Assoenologi, di cui è direttore generale, ha dato voce e forma istituzionale a tante professionalità e agli artefici dell’attuale successo del vino italiano.

 

Boscaini, Marchi, Vicentini: dalle loro riflessioni nel 1981 nasce il Premio

L'ideazione del Premio Masi si deve alle riflessioni sull'identità regionale di Sandro Boscaini; dello scrittore Cesare Marchi; del giornalista Giovanni Vicentini. Il riconoscimento nasce nel 1981 con il Premio Masi Civiltà Veneta, conferito a personaggi originari delle Venezie distintisi nella letteratura, arte, giornalismo, scienza, spettacolo ed economia, promotori e valorizzatori delle capacità della gente veneta nei più vasti campi dell'attività umana, portatori dei valori fondamentali di questa terra.

Simbolico l'oggetto del Premio: una botte di Amarone Masi, tra i frutti più identitari della terra veneta. Nel tempo, si sono aggiunti altri due riconoscimenti di respiro mondiale: il Premio Internazionale Masi Civiltà del Vino, che si rivolge al mondo della vitivinicoltura internazionale e premia le personalità più rappresentative che hanno contribuito ad esaltare l'antica cultura della vite; e il Premio Internazionale Grosso d'Oro Veneziano, per coloro che hanno contribuito a diffondere un messaggio di cultura, solidarietà, progresso civile nel mondo. Premio, quest'ultimo, che intende ricordare i secoli di pace nelle regioni ai confini della Repubblica Serenissima, rappresentato dalla prima moneta d'argento coniata a Venezia alla fine del '300 – una sorta di Euro  ante litteram - e usata per un lungo periodo come divisa corrente in una vasta area mitteleuropea e mediterranea.

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