Gustave Lorentz, sessanta sfumature di Bergheim

La storia d’amore tra la famiglia Lorentz e Bergheim risale al 1836. “Viviamo a Bergheim e qui lavoriamo e vendiamo il Bergheim”, si diverte a dire Georges Lorentz, a capo della tenuta dal 2005.

Generazione dopo generazione, i Lorentz si sono guadagnati una reputazione in questo paese emblematico dell’Alto Reno. Possiedono 33 ettari di vigna, tutti a coltura biologica dal 2012, di cui 12 ha di grand cru a Altenberg de Bergheim e 1,5 ha a Kanzlerberg. “È il più piccolo dei grand cru alsaziani. Ne possediamo la metà”. Lungi dall’accontentarsi della propria produzione, Georges Lorentz vinifica anche la maggior parte delle uve prodotte nel comune, perpetuando così la tradizione di commerciante iniziata dai sui antenati. “Compriamo quasi esclusivamente uve di Bergheim”. Una strategia adottata consapevolmente, che permette alla casa Gustave Lorentz di proporre una sessantina di vini diversi che riflettono ciascuno una sfaccettatura del territorio. Fiore all’occhiello della tenuta, i tre luoghi menzionati e i due grand cru testimoniano l’eccellenza dei vini di Bergheim. “Cerchiamo di proporre vini da gastronomia, equilibrati, freschi”.

Tante qualità seducono i clienti francesi, ma anche gli enofili stranieri. “Il 50% delle nostre vendite provengono dall’esportazione”. La Svezia svetta in testa ai paesi importatori dei vini Gustave Lorentz, seguita dal Belgio e dagli Stati Uniti. L'occasione per Georges Lorentz di soddisfare i suoi sogni di gioventù. “Ho cominciato a lavorare nella tenuta piuttosto giovane, al termine della scuola. Avevo intenzione di viaggiare, ma mi sono fatto prendere e non sono più ripartito!”.

A 55 anni, il viticoltore punta oggi sulla modernità per dinamizzare l’eredità familiare, in particolare grazie a una nuova cantina di 5.000 m2 che permette di vinificare tutta la produzione sul posto. E inizia a sognare che un giorno, una delle sue tre figlie gli succederà.

 

 

 

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