Il Figeac scomparirà?

Lo scorso 29 novembre, il Tribunal de Grande Instance di Bordeaux ha revocato il diritto di utilizzo dei marchi “château Figeac” e “château de Figeac” il celebre grand cru classé di Saint-Émilion. Questo è il risultato dell’ultima battaglia…in attesa della prossima!

Nel II° secolo la famiglia Figacus si sarebbe stabilita un po’ ad ovest di ciò che diventerà la città medioevale di Saint-Émilion. Qui costruisce una villa dalla quale viene gestita una grande tenuta agricola, dedita soprattutto alla produzione di vino. Questa tenuta attraversa i secoli e comprenderà diverse centinaia di ettari, ma a partire dal 1866 verrà progressivamente smembrata. Nel 1892 gli antenati della famiglia Manoncourt rilevano il castello costruito sull’antica villa e una parte delle terre vitate. Attualmente un terzo delle terre dell’azienda agricola che gli appartenevano sono registrate al catasto sotto il nome di “Figeac”.

La pulizia dai marchi parassiti: un esercizio rischioso

Da qualche anno, i dirigenti di Figeac citano in tribunale le altre tenute viticole che includono il nome di Figeac nei loro vini. Hanno in particolare sconfitto il “château Croix Figeac” e il “Pavillon Croix Figeac”. Questa volta combattono il “château Cormeil-Figeac” e il “château Magnan-Figeac”. L’obiettivo è stato certamente raggiunto: dato che il tribunale non ha potuto stabilire che i lotti di vigna di proprietà dei convenuti provengono dalla tenuta originale di Figeac, questi marchi devono scomparire. Ma ha anche notato che il “château Figeac” non poteva provare una vinificazione separata del suo secondo vino: il Petit-Figeac (anticamente chiamato La Grande Neuve de Figeac). Questo è tuttavia necessario per un vino recante la menzione di “château”. Pertanto anche i marchi della tenuta devono scomparire. Davide e Golia sono quindi entrambi KO. Ma visto che tutte le parti hanno fatto appello, questa doppia decisione del tribunale non è esecutiva per il momento.

Qualità e business uniti

Tuttavia, aldilà del rapporto di forza asimmetrico tra gli oppositori, non vi è alcun dubbio che il celebre château produca un grandissimo vino. I suoi suoli comprendono colline di ghiaia (un po’ come nel Médoc) che permettono delle varietà di viti equamente ripartite tra Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, una rarità nel regno del Merlot di Saint-Émilion. Da molto tempo i Manoncourt lavorano intensamente per ottenere una qualità superba. Dal 1955 questo lavoro è stato ricompensato ininterrottamente con la più alta distinzione di 1° Grand Crus Classé A. Inoltre, nessuna confusione dovrebbe essere possibile con altri vini, anche se portano una parte del nome illustre. Eppure non è certo che questa decisione giuridica salvi i futuri avversari di Figeac. Sono in molti a portare questo nome (Bellevue Figeac, La Tour Figeac, Château Yon-Figeac…) e un marchio mondiale deve essere unico. Scommettiamo che la guerra riprenderà.

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