Vini estremi: il Madiran o il mostro tannico

Rustico, ma tentato da una “modernità” il suo stile particolare è tuttavia la sua vera arma di seduzione.

 

Il vino corposo dei corsari

Anche se si produce vino nella località di Madiran da almeno il XIII° secolo, come attestato dagli archivi del priorato locale, questo non serviva solo a dire la messa. Nel corso del tempo, i viticoltori infatti lo commercializzano. La vendita dei vini si effettua così verso le montagne dei Pirenei, in cambio di pietre di costruzione (Madiran si trova a nord di Pau e di Tarbes). Ma parte anche verso Bayonne, per essere imbarcato dai corsari diretti verso le Antille. Pertanto ci vogliono dei vini potenti, che si conservino bene e in grado di resistere a delle lunghe navigazioni.

Nel XVII° secolo è quindi il tannat, un vitigno autoctono, che spicca il volo fino a diventare predominante (dal 60 all’80% attuale). Come lo indica il suo nome, i piccoli acini neri creano dei vini molto colorati, fortemente tannici e dall’alta acidità. Perfetto per l’invecchiamento.

 

Uno stile da difendere

Ma questa caratteristica può diventare anche un handicap. Nella nostra epoca in cui il piacere immediato detta legge, come spiegare che dopo qualche anno di affinamento, questo mostro tannico, talvolta rustico, possa diventare speziato e dal gusto di frutta candita? Che i tannini potenti, la frutta nera e la forte acidità non saranno eterni?

Per questo i viticoltori sono talvolta tentati a lavorare un po’ di più sui vini maturi, diminuendo anche i tempi di fermentazione: tutto ciò per produrre dei vini un po’ meno duri e che sembrino più raffinati ai palati impazienti. 

 

 

 

 

Per questo stappare un madiran invecchiato una decina di anni, precedentemente scaraffato e accompagnato da uno stufato di toro, resta un vero piacere. Con questi vini, mangiare in modo che la saliva limiti l’astringenza è indispensabile. Vi consigliamo quindi di ben specificare in fase di acquisto che cercate un madiran classico. Se è stato affinato in barrique (l’affinamento dura in ogni modo almeno fino al 15 ottobre dell’anno successivo alla vendemmia), perfetto! Se proviene da vecchie vigne (il mosto è concentrato), meraviglioso. Notate semplicemente sull’etichetta l’anno in cui volete degustarlo.

E perché non acquistare anche una bottiglia da degustare più rapidamente? Quando sono di qualità, i tannini molto presenti possono essere interessanti con dei piatti dalla componente forte. Infine contengono dei polifenoli di cui non è più necessario dimostrare le cui virtù antiossidanti!

 

 

 

Scritto da Alain Echalier

10/11/2017

 

 

 

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